lunedì 30 agosto 2010

La scuola che vorrei


A basso impatto energetico


Lavoro nella scuola e dico spesso che una scuola è fatta, in primo luogo, delle persone che ci lavorano, è cioè un organismo sociale.
Ma è anche un ambiente fisico e un edificio; e in Italia, stante la diffusa situazione di degrado, capita spesso che questo aspetto ci venga ricordato nel peggiore dei modi, da eventi luttuosi, come la scuola crollata sulla testa ai bambini e alle maestre, a causa di un terremoto di debole entità, in Molise qualche anno fa; o il ragazzo ucciso dal crollo di un controsoffitto a Torino l'anno scorso.
Una scuola dovrebbe inoltre educare ad affrontare il futuro in modo positivo, cercando di praticare nella sua vita quotidiana ciò che si sforza di insegnare.
Ecco perché, leggendo questa notizia (da "greenreport"), ho pensato immediatamente: "ecco la scuola che vorrei".
Non aggiungo altro. Buona lettura.
(t.b., 30 agosto 2010)


A Pantin (Francia) costruita una scuola che produce più energia di quanta ne consumi


Risparmiare energia è doveroso e qualsiasi cittadino all'interno della propria abitazione può, attraverso banali azioni, contribuire a farlo. Il passo successivo è quello del progettare e costruire nuovi edifici in modo sostenibile utilizzando le tecniche di bioedilizia che permettono di risparmiare energia e ridurre gli impatti ambientali. Il top si raggiunge poi con la costruzioni di edifici ad "energia passiva" che arrivano a consumare meno energia di quella che producono attraverso i loro impianti interni.
Un esempio in tal senso viene da Pantin, un comune di circa 50mila abitanti vicino a Parigi, dove con l'inizio del nuovo anno scolastico sarà inaugurata una scuola che chiuderà il suo bilancio energetico in positivo, generando più energia di quanto non ne consumi.
I progettisti hanno fornito i particolari tecnici dell'edificio al settimanale "Journal du Dimanche": la scuola ha il tetto coperto di pannelli solari, che assicurano la fornitura di elettricità, tubi solari per il riscaldamento dell'acqua e sistemi di illuminazione dei banchi all'interno che sfruttano il riflesso della luce esterna. Per il riscaldamento, l'edificio scolastico sfrutta l'energia geotermica tramite un impianto sotterraneo. La struttura è stata inoltre orientata in modo da sfruttare al meglio i raggi del sole e le correnti d'aria, ed è fornita di tripli vetri e giunture stagne.
Per diffondere questo tipo di costruzioni è necessario saper guardare avanti e indirizzare gli investimenti per avere un ritorno economico nel medio periodo ma con vantaggi ambientali da subito. Il costo per la costruzione francese è stato di 14 milioni di euro, il 25% circa in più che per una scuola normale, ma il risparmio energetico consentirà di ammortizzare la differenza entro 15-20 anni



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